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IL Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga PDF Stampa E-mail
ImageImageIl Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si estende per 150 mila ettari comprendendo due dei più imponenti massicci montuosi dell’Appennino. Il Parco interessa tre regioni: Abruzzo, Lazio e Marche e cinque province: Rieti, Ascoli Piceno, L’Aquila Pescara e Teramo. Il Gran Sasso d’Italia, conosciuto dai Romani nell’antichità come Fiscellus mons e scalato la prima volta nell’Agosto del 1573 dal capitano bolognese Francesco de Marchi, è finalmente tutelato e protetto. Infatti dopo le opere impattanti e le degradazioni ambientali, il massiccio calcareo più imponente e suggestivo dell’Appennino (compresi pure i Monti della Laga) è stato inserito nella lista dei parchi nazionali. Il gruppo del Gran Sasso è formato da due catene parallele. Quella più alta segue la linea della costa adriatica con un andamento arcuato verso est fino al valico di forca di Penne. Dal Corno Grande (2.912 m ) la cresta meridionale si abbassa fino al Vado di Corno (1.924 m) per continuare con un crinale ricco di vette importanti come il M. Brancastello (2.385), il M. Prena (2.561 m) e il M. Camicia (2.570 m). dall’altra parte il M. Corvo (2.623 m), il Pizzo Intermesoli (2646 m) e il Corno Piccolo (2655 m) sovrastano alcune valli suggestive come la Val Chiarino e la Val Maone. L’altra catena più piccola spostata ad occidente. La sue montagne sono il M. San Franco (2132 m) e il M. Portella (2388 m), il M. Scinderella (2233 m) ed il M. Bolza (1904 m). Al centro uno dei maggiori altopiani italiani: Campo Imperatore (1.400-2.200 m) di notevole valore paesaggistico. I monti della Laga si uniscono al Gran Sasso nel Passo delle Capannelle (1299 m). Le vette più elevate sono il M. della Laghetta (2369 m), il M. Gorzano (2458 m) e il Pizzo di Sevo (2421 m). Il Massiccio del Gran Sasso e dei Monti della Laga rappresenta sicuramente il principale gruppo montuoso dell’Appennino centrale. Il parco può vantare alcune caratteristiche uniche che lo rendono davvero speciale. Dal più meridionale dei ghiacciai europei: il piccolo Calderone, protetto da un anfiteatro di pareti strapiombanti e guglie verticali, attualmente in forte regressione al M. Camicia, dove, ad una quota di 2.080 m, si trova la risorgenza attiva più elevata dell’Appennino: Fonte Grotta, dal delicato fascino per le interessanti concrezioni presenti nelle piccole pozze di limpide e gelide acque, mentre dal versante opposto la straordinaria parete nord alta più di 1.200 metri manifesta la sua grandiosità ricordando agli alpinisti la famosa parete dell’Iger. Sulla Laga, al ricco biotopo del Bosco della Martesa si sommano le vicende storiche dell’ultima guerra con storie di partigiani e di battaglie. 


Parco del Gran Sasso e Monti della Laga

 

 

 

 

 

 

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